Una serata amara per la Juventus di Luciano Spalletti, che esce sconfitta dal Mapei Stadium in un match rocambolesco terminato 3-2 in favore del Sassuolo. Nonostante i bianconeri fossero riusciti a rimettere in piedi la partita per ben due volte, il colpo di grazia è arrivato in pieno recupero, al novantaquattresimo minuto, firmato dal grande ex della sfida, Adzic. Una ripartenza fulminea ha punito una difesa juventina eccessivamente sbilanciata, lasciando l'allenatore toscano con l'amaro in bocca per una gestione del finale di gara tutt'altro che lucida. Questo stop rappresenta un duro colpo per le ambizioni della Vecchia Signora, che vede sfumare punti preziosi proprio quando sembrava aver trovato la forza mentale per ribaltare l'inerzia del confronto dopo una gara di rincorsa.
Nel post-partita, Spalletti non ha usato giri di parole per descrivere la frustrazione del momento, definendo la sconfitta come un evento sanguinoso sotto ogni punto di vista, sia per il morale dello spogliatoio che per la situazione attuale in classifica. Il tecnico ha sottolineato come la squadra abbia smarrito l'equilibrio tattico e la necessaria razionalità nel tentativo disperato di portare a casa i tre punti. Secondo l'allenatore, i suoi giocatori hanno interpretato in modo troppo letterale il suo incitamento ad attaccare, finendo per riversarsi in otto nell'area avversaria su un pallone che richiedeva invece prudenza. Abbiamo perso la ragione per vincere, ha ammesso Spalletti ai microfoni della stampa, evidenziando come la foga agonistica abbia preso il sopravvento sulla gestione intelligente del posizionamento in campo, lasciando praterie agli avversari.
L'analisi del tecnico si è poi spostata sulle prestazioni dei singoli, con particolare attenzione a Kolo Muani e Zhegrova. Spalletti ha lamentato un utilizzo insufficiente della punta centrale, spiegando che la squadra dovrebbe appoggiarsi di più su di lui per poi inserire i centrocampisti a sostegno, piuttosto che cercare soluzioni individuali. Allo stesso tempo, ha chiesto all'attaccante francese una maggiore cattiveria agonistica nelle fasi cruciali del match. Per quanto riguarda Zhegrova, l'allenatore ha riconosciuto le sue straordinarie doti nell'uno contro uno e la sua capacità di diventare imprendibile negli spazi stretti, ma ha anche evidenziato i limiti del giocatore nella fase di ripiegamento. Il tecnico ha rimproverato all'esterno di aver tenuto troppo il pallone in alcune circostanze, ignorando compagni liberi come Kalulu, e di non avere ancora la mentalità giusta per rincorrere l'avversario dopo una palla persa.
Infine, un pensiero è andato anche al collega Alberto Aquilani, la cui impronta tattica è stata decisiva per il successo del Sassuolo. Spalletti ha ricordato le qualità tecniche che Aquilani possedeva da calciatore, ritrovandole oggi nella fluidità di gioco della sua squadra, capace di approfittare immediatamente delle perdite di equilibrio della Juventus. La sconfitta obbliga ora l'ambiente bianconero a una profonda riflessione: se da un lato l'intenzione di vincere a ogni costo è un segnale di carattere, dall'altro la mancanza di lucidità nei momenti chiave rischia di compromettere il cammino stagionale. La Juventus dovrà ripartire dalla consapevolezza che, nel campionato italiano, non basta la spinta offensiva se non è supportata da una solida organizzazione difensiva e da una gestione oculata dei ritmi di gioco, specialmente nei minuti di recupero.

















