Il Tottenham esce malissimo dagli ottavi di Champions League, subendo una sconfitta pesantissima sul campo dell'Atletico Madrid. Il risultato di 5-2 per i colchoneros rappresenta un vero e proprio disastro per i londinesi, soprattutto considerando le scelte tecniche che hanno caratterizzato la gara.
Al centro delle critiche c'è Igor Tudor e in particolare la decisione di affidare i pali a Antonin Kinsky, il giovane portiere ceco arrivato dalla Slavia Praga la scorsa estate, lasciando in panchina l'azzurro Guglielmo Vicario. Una scelta che si è rivelata catastrofica: Kinsky è stato costretto al cambio dopo soli 17 minuti, evidentemente in difficoltà di fronte agli attacchi dell'Atletico. A fine partita, Tudor ha provato a giustificarsi ammettendo che quanto accaduto non aveva spiegazione e che il ragazzo era visibilmente in sofferenza.
Ma le spiegazioni del tecnico croato non hanno convinto Paolo Di Canio, che dallo studio di Sky Sport ha espresso un giudizio senza mezzi termini sulla gestione della situazione. L'ex attaccante della Lazio ha sottolineato come Tudor se l'sia cercata: schierare un portiere alla prima esperienza internazionale in una partita così delicata rappresenta una scelta incomprensibile dal punto di vista tattico e mediatico. Di Canio ha ipotizzato che potrebbe esserci stato un conflitto nello spogliatoio con Vicario, ma questo non giustificherebbe comunque di sacrificare le prestazioni della squadra.
L'opinionista ha poi rincarato la dose affermando che questa decisione potrebbe avere conseguenze sulla carriera di Tudor. Secondo Di Canio, il tecnico ha effettivamente distrutto il giovane Kinsky mettendolo in una situazione impossibile, anche se è vero che il ragazzo avrebbe potuto fare peggio considerato lo choc emotivo di una promozione inaspettata a titolare. La durezza caratteristica di Tudor potrebbe rivelarsi controproducente a livello internazionale, e Di Canio non crede che il tecnico resti sulla panchina del Tottenham oltre questa stagione.
Il passaggio di Kinsky dallo Slavia Praga con sole sei presenze in bacheca al Tottenham rappresenta un salto enorme, soprattutto quando viene affidato responsabilità così importanti in gare decisive. La combinazione tra inesperienza, pressione emotiva e difese fragorose davanti ha creato la tempesta perfetta che il Tottenham ha dovuto subire a Madrid, con conseguenze che Tudor dovrà gestire nei prossimi giorni tra le critiche dei media inglesi e le valutazioni sulla sua posizione.

















