Il mondo del calcio si prepara a vivere un momento di profonda commozione il prossimo 26 settembre, quando in Colombia andrà in scena un'amichevole dal valore simbolico inestimabile. A dieci anni di distanza dal terribile incidente aereo che ha sconvolto lo sport globale, la Chapecoense e l'Atletico Nacional si ritroveranno sul rettangolo verde per onorare la memoria delle 71 persone che persero la vita in quella tragica notte. Non si tratterà di una semplice partita di calcio, ma di un tributo solenne volto a rinsaldare un legame nato nel dolore e trasformatosi in un esempio di fratellanza sportiva senza precedenti tra il club brasiliano e quello colombiano.

La ferita risale al 28 novembre 2016, una data impressa indelebilmente nella memoria collettiva. In quel giorno, la delegazione della Chapecoense era in volo verso Medellín per disputare la storica finale d'andata della Coppa Sudamericana. Il sogno di un intero popolo si infranse tragicamente a soli 18 chilometri dall'aeroporto di destinazione, quando il velivolo, rimasto completamente senza carburante, si schiantò contro una collina. Quel disastro decimò non solo una squadra di talento, ma un'intera società, lasciando un vuoto incolmabile nelle famiglie delle vittime e nel cuore dei tifosi di tutto il mondo, che seguirono con angoscia le operazioni di soccorso in quella zona impervia.

Tra le macerie di quella tragedia emersero storie di incredibile resilienza, legate ai sei sopravvissuti, tra cui tre calciatori che hanno intrapreso percorsi di vita molto differenti. Il terzino Alan Ruschel, oggi trentasettenne, rappresenta un vero miracolo sportivo, continuando a calcare i campi professionistici con la maglia della Juventude. Destino diverso per il difensore Neto, che nonostante i numerosi tentativi non è mai riuscito a tornare all'attività agonistica a causa dei gravi traumi riportati. Il portiere Jakson Follmann, invece, dopo aver subito l'amputazione di una gamba, ha saputo reinventarsi con coraggio, diventando un apprezzato predicatore e intraprendendo una carriera di successo come cantante, portando ovunque il suo messaggio di speranza.

Il rapporto tra i due club è diventato leggendario grazie al gesto di estrema sportività compiuto dall'Atletico Nacional subito dopo l'incidente. Furono proprio i dirigenti colombiani a chiedere ufficialmente alla federazione di assegnare il titolo della Coppa Sudamericana alla Chapecoense, un atto di generosità che ha segnato l'inizio di un gemellaggio indissolubile. Dal punto di vista sportivo, il club brasiliano ha vissuto anni turbolenti, segnati da una dolorosa retrocessione nel 2021 e da una faticosa ricostruzione sia amministrativa che tecnica. Il ritorno nella massima serie brasiliana quest'anno rappresenta il coronamento di un percorso di rinascita lungo e tortuoso, volto a onorare sul campo chi non c'è più.

Ad arricchire il prestigio di questa sfida commemorativa ci sarà anche una stella di caratura internazionale come James Rodríguez. Il fantasista colombiano, recentemente approdato all'Atletico Nacional dopo una carriera trascorsa nei più grandi club europei, sarà uno dei protagonisti più attesi sul prato verde. Curiosamente, il nome del trentacinquenne nazionale colombiano era circolato con insistenza nelle scorse settimane anche in orbita italiana, con alcune indiscrezioni che lo avevano accostato all'Avellino in una suggestiva ipotesi di mercato. La sua presenza in campo aggiunge un ulteriore motivo di interesse a un evento che, pur celebrando un anniversario doloroso, vuole guardare al futuro con lo spirito di solidarietà che solo il calcio sa generare.