Luciano Spalletti si trova a dover gestire una vera e propria emergenza offensiva in vista della delicata trasferta contro il Sassuolo. La Juventus, pur mostrando una buona trama di gioco nelle prime uscite stagionali, deve fare i conti con un'infermeria affollata che ha tolto pedine fondamentali allo scacchiere bianconero. Kenan Yildiz rimarrà ai box fino a dicembre, una perdita pesantissima per la fantasia della squadra, a cui si aggiungono gli stop forzati di Ekhator per almeno due mesi e di Boga per cinque settimane. Queste assenze pesanti costringono il tecnico toscano a ridisegnare completamente il reparto avanzato, cercando di mantenere alta la pericolosità sotto porta nonostante la mancanza dei titolari designati e la necessità di trovare nuovi equilibri.
Il problema principale che Spalletti sta cercando di risolvere riguarda la scarsa prolificità realizzativa mostrata nelle prime tre giornate di campionato. Nonostante i bianconeri abbiano prodotto una mole di gioco considerevole, il bottino di soli quattro gol segnati finora non soddisfa le ambizioni della società e della piazza. Il tecnico sta lavorando intensamente sul modulo 4-2-3-1, cercando di infondere maggiore cattiveria agonistica nei suoi interpreti e chiedendo movimenti più rapidi negli ultimi metri. L'obiettivo dichiarato è quello di trasformare il possesso palla in occasioni concrete, evitando che la manovra diventi sterile proprio nella fase di finalizzazione, un difetto che era già emerso in passato e che ora richiede una sterzata immediata per non perdere terreno in classifica.
In questo scenario di necessità, emerge con forza la candidatura di Kerim Alajbegovic, il giovane talento bosniaco che ha già dato segnali estremamente incoraggianti nelle sue brevi apparizioni. Dopo l'esordio dal primo minuto nella sfida contro il Milan, dove ha mostrato personalità e una tecnica sopraffina, il ragazzo è pronto a prendersi nuovamente una maglia da titolare. Spalletti inizialmente aveva previsto per lui un inserimento graduale nel calcio italiano, ma la situazione attuale ha accelerato drasticamente i tempi del suo inserimento in prima squadra. Alajbegovic ama partire dalla corsia sinistra per poi accentrarsi e cercare la conclusione o l'assist, ricalcando in parte i movimenti tattici di Yildiz e garantendo quella dose di imprevedibilità necessaria per scardinare le difese chiuse.
Un'alternativa tattica di grande spessore porta invece al nome di Nick Woltemade, che offrirebbe una soluzione basata sulla potenza fisica e sulla capacità di fare reparto da solo. Se Spalletti dovesse optare per il calciatore tedesco nel ruolo di trequartista atipico alle spalle dell'unica punta Kolo Muani, l'assetto degli esterni cambierebbe di conseguenza per bilanciare la squadra. In questa configurazione, Nico Gonzalez e Francisco Conceiçao agirebbero sulle fasce laterali, garantendo cross continui e superiorità numerica grazie ai dribbling, mentre Woltemade avrebbe il compito di legare il gioco tra centrocampo e attacco. Si tratterebbe di una Juventus decisamente più fisica e strutturata, capace di aggredire il Sassuolo con una pressione costante e una presenza massiccia all'interno dell'area di rigore avversaria.
La sfida di domani rappresenta dunque un banco di prova fondamentale per testare la profondità della rosa bianconera e la capacità di adattamento dello staff tecnico di fronte alle avversità. Oltre ai dubbi sulla trequarti, resta confermata la fiducia totale in Kolo Muani come terminale offensivo principale, chiamato a finalizzare il grande lavoro dei compagni di reparto. La trasferta in terra emiliana non è mai banale e richiede una gestione oculata delle energie, specialmente considerando il calendario fitto che attende la squadra tra impegni domestici e internazionali. Spalletti sa perfettamente che non può permettersi passi falsi se vuole rimanere agganciato alle posizioni di vertice, e la scelta finale tra la fantasia di Alajbegovic e la sostanza di Woltemade potrebbe rivelarsi il fattore decisivo per le sorti dell'incontro.

















