Il ritorno di Paolo Vanoli sulla panchina della Fiorentina non poteva iniziare in modo più scoppiettante, grazie a una vittoria per 4-2 sul campo del Venezia che ridà ossigeno a una piazza reduce da settimane turbolente. Dopo aver guidato i viola alla salvezza nella complicata stagione 2025-26, il tecnico era stato inizialmente congedato, salvo poi essere richiamato d'urgenza dalla dirigenza per sostituire l'esonerato Fabio Grosso, la cui avventura nel campionato 2026-27 è durata appena tre giornate. La sfida in laguna ha messo in mostra una squadra rigenerata nello spirito, trascinata da una prestazione monumentale di Franco Mastantuono, autore di una tripletta d'autore, e dal gol decisivo di Mateo Pellegrino che ha definitivamente spostato l'inerzia del match a favore degli ospiti, regalando i primi tre punti della nuova gestione.

Nonostante l'entusiasmo per il risultato immediato, Vanoli ha mantenuto un profilo estremamente cauto nelle interviste post-partita rilasciate ai microfoni di DAZN, sottolineando come il percorso di crescita sia appena agli albori. L'allenatore ha dichiarato apertamente che la squadra deve ripartire da zero, definendo il gruppo attuale come una sorta di tela bianca su cui iniziare a dipingere un nuovo progetto tecnico e tattico. Secondo il tecnico, il talento presente in rosa è indiscutibile e intrigante, ma da solo non garantisce risultati nel calcio italiano: la priorità assoluta è trasformare le individualità in un collettivo solido, dove ogni giocatore sia disposto a correre e sacrificarsi per il compagno di squadra, specialmente i più giovani che devono ancora comprendere appieno le dinamiche agonistiche della Serie A.

Il tecnico ha poi rivelato i dettagli del suo ritorno a Firenze, spiegando di aver risposto con immenso entusiasmo alla chiamata di Fabio Paratici e della famiglia Commisso, verso la quale nutre un profondo sentimento di gratitudine per la fiducia rinnovata. Vanoli ha descritto i suoi calciatori come delle vere e proprie spugne, capaci di assorbire rapidamente i nuovi concetti tattici e dotati di una voglia di riscatto che si è percepita chiaramente fin dal suo primo ingresso al centro sportivo Viola Park. Sebbene la qualità tecnica complessiva sia elevata, l'allenatore ha ribadito la necessità di avere pazienza, poiché la costruzione di un ciclo vincente richiede tempo e una crescita graduale che non può essere accelerata artificialmente solo sulla base di una singola vittoria esterna, per quanto convincente sia stata.

Infine, l'obiettivo dichiarato di Vanoli è quello di ricucire definitivamente il rapporto con la tifoseria fiorentina, considerata un elemento fondamentale per il raggiungimento dei traguardi stagionali e per la stabilità dell'ambiente. La vittoria di Venezia è stata vista come un primo passo verso la redenzione dopo un avvio di stagione deludente sotto la precedente guida tecnica, ma l'allenatore sa bene che la continuità sarà la chiave per mantenere vivo l'entusiasmo della curva. Bisogna restare con i piedi per terra, ha ammonito l'allenatore, ricordando che il progetto avviato in estate dalla società punta al lungo periodo e che il supporto dei sostenitori sarà il motore necessario per conquistare punti pesanti nelle prossime sfide di campionato, trasformando ogni partita in un'opportunità per consolidare la nuova identità viola.