La sfida di vertice tra la Juventus guidata da Luciano Spalletti e il Milan di Ruben Amorim non ha tradito le attese in termini di intensità agonistica, ma ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche arbitrali che alimenteranno il dibattito sportivo per i prossimi giorni. L'arbitro Maurizio Mariani, reduce dall'importante vetrina degli ultimi Mondiali, ha faticato a gestire un finale di gara estremamente nervoso, culminato in un principio di rissa che ha coinvolto diversi protagonisti in campo subito dopo il fischio finale. Nonostante una direzione complessivamente valutata con la sufficienza, pesano sulla sua prestazione alcune decisioni chiave, in particolare quelle relative all'episodio che ha sbloccato il punteggio in favore dei rossoneri, cambiando radicalmente l'inerzia tattica del match.
Il momento più critico dell'incontro è coinciso con la rete dello 0-1 firmata da Cissè, nata da un'azione che ha visto un contatto molto sospetto nella metà campo milanista. De Winter è intervenuto su Kolo Muani nel tentativo di recuperare il pallone, ma le immagini rallentate hanno evidenziato come il tacco del difensore abbia calpestato la punta del piede dell'attaccante francese dei bianconeri. Nonostante l'intervento sia apparso negligente e dunque passibile di fischio falloso, Mariani ha lasciato proseguire l'azione e il VAR Fabbri ha deciso di non correggere la decisione sul campo, convalidando la marcatura. Questa scelta ha scatenato le furiose proteste della panchina juventina, convinta che l'azione dovesse essere interrotta all'origine per un fallo evidente, seppur non classificabile come un classico intervento a piede a martello pieno.
Oltre all'episodio del gol, la moviola ha analizzato un altro contatto avvenuto all'interno dell'area di rigore tra Gila e lo stesso Kolo Muani, che ha richiesto a gran voce la massima punizione. In questo caso, la decisione della squadra arbitrale di far proseguire è apparsa corretta e coerente con il metro di giudizio internazionale: si è trattato di un vigoroso scontro spalla contro spalla con il pallone a distanza di gioco, una dinamica che nel calcio moderno raramente porta alla concessione del rigore. Tuttavia, la gestione disciplinare complessiva ha lasciato qualche dubbio, specialmente per un intervento di Estupiñán ai danni di Nico Gonzalez che avrebbe meritato l'ammonizione già nella prima frazione di gioco, un provvedimento che avrebbe potuto mitigare l'irruenza del giocatore nelle fasi successive della partita.
Il bilancio finale della gara parla di 21 falli fischiati e quattro cartellini gialli totali, comminati a Estupiñán, De Winter, Cissè e Gatti, con quest'ultimo particolarmente nervoso nei tafferugli che hanno caratterizzato il recupero. La tensione accumulata durante i novanta minuti è esplosa dopo il triplice fischio, evidenziando una parziale perdita di controllo da parte della terna arbitrale proprio nei momenti di massima pressione emotiva. Per la Juventus di Spalletti resta il forte rammarico per una sconfitta maturata in circostanze dubbie, mentre il Milan di Amorim consolida la propria posizione in classifica, pur consapevole che l'episodio del pestone di De Winter rimarrà l'argomento principale di discussione nelle analisi post-partita.

















