Una notte da incubo per il Tottenham al Metropolitano di Madrid. Gli Spurs si sono arresi 5-2 all'Atletico Madrid nel primo tempo della doppia sfida valida per gli ottavi di Champions League, regalando ai padroni di casa una lezione calcistica imbarazzante. I londinesi hanno concesso ben quattro reti in soli 22 minuti, uno dei capitoli più bui della loro storia europea recente.
Il punto più critico della serata riguarda il portiere Antonin Kinsky, al suo debutto ufficiale con la maglia del Tottenham. La scelta della formazione titolare si è rivelata disastrosa: il giovane numero uno è stato sostituito dopo appena 17 minuti, uno dei cambi più rapidi nella storia calcistica, a causa di una sequenza di errori che ha permesso all'Atletico di prendere il controllo totale della gara. Il portiere è stato sostituito fra gli applausi comprensivi dei tifosi dell'Atletico, uno degli ultimi onori in una serata di disastri tattici e difensivi.
Il crollo difensivo degli ospiti è stato impressionante: una squadra che aveva mantenuto cinque clean sheet nelle sei partite precedenti di Champions League si è trovata sotto di quattro reti prima del 25º minuto di gioco. Il parallelo più inquietante risale a tre anni fa, quando il Tottenham incassò cinque gol da Newcastle in soli 21 minuti – quella fu l'ultima partita di Cristian Stellini sulla panchina spurs. Igor Tudor, attuale allenatore, rischia ora di condividere lo stesso destino dopo una sconfitta così umiliante.
Nonostante la disfatta, il Tottenham ha tentato una reazione nella ripresa grazie alla rete di Dominic Solanke, che ha almeno permesso agli ospiti di salvare la faccia con un 5-2 finale più dignitoso. Una marcatura che, teoricamente, apre scenari di rimonta nella prossima sfida, trasformando l'impresa da impossibile a soltanto molto improbabile.
La questione principale che aleggia su questa sconfitta è il futuro di Tudor. Le sue scelte di formazione iniziale – a partire dal debutto di Kinsky in porta – verranno sicuramente scrutinate dalla società negli ultimi giorni. Quella che doveva essere una gara competitiva si è trasformata in un disastro organizzativo, sollevando interrogativi sulla gestione tecnica della squadra. Per Kinsky, intanto, il cammino verso il recupero psicologico sarà lungo e difficile, proprio come accadde a Loris Karius dopo la finale di Champions League 2018.

















