Fabio Galante, che ha condiviso l'esperienza lavorativa con Luciano Spalletti in passato, ha dipinto un ritratto affettuoso e affascinante dell'attuale tecnico bianconero durante un'intervista a Tuttosport. L'ex difensore sottolinea come la Juventus goda della massima fiducia e stima della propria rosa: basta guardare alle celebrazioni organizzate dai giocatori in occasione del compleanno dell'allenatore per comprendere il rapporto di lealtà instaurato.

Secondo Galante, Spalletti è caratterizzato da una dedizione quasi ossessiva al calcio. «Non riposa mai», spiega l'ex giocatore, «puoi contattarlo in qualsiasi momento della giornata e della notte, lo troverai presente e disponibile». Una particolarità che emerge anche nelle trasferte: Spalletti rientra ai suoi impegni ma rimane sveglio fino alle prime luci dell'alba per revisionare i filmati delle partite, alla ricerca costante di margini di miglioramento. Questa fame di perfezione, sottolinea Galante, rappresenta una delle sue caratteristiche distintive che hanno permesso a molti giovani talenti di approdare in Serie A.

Per quanto riguarda la situazione della Juventus nella corsa al quarto posto, Galante mantiene una prospettiva positiva nonostante il distacco di tre lunghezze dalle zone europee. «Continuo a vederla tra le favorite», afferma, evidenziando come i bianconeri propongano un calcio attraente e propositivo, che generalmente premia nel lungo termine. Galante sottolinea anche come nelle sconfitte contro Inter, Atalanta e Galatasaray, i ragazzi di Spalletti avrebbero meritato risultati diversi sulla base della prestazione complessiva: manca concretezza nei momenti decisivi e, come esempio emblematico, cita un rigore non trasformato allo stadio che avrebbe completamente cambiato la narrazione stagionale.

Sulla composizione della rosa, Galante ritiene fondamentale un mix equilibrato tra talenti emergenti e calciatori di esperienza consolidata. Cita come possibili innesti Goretzka, Bernardo Silva, Rudiger e Alisson, profili che potrebbero colmare le lacune attuali. L'ossatura giovane bianconera, composta da nomi come Yildiz, Locatelli, McKennie, Thuram e Bremer, rappresenta una base solida con la quale, accompagnata da cinque acquisti mirati, la Juventus potrebbe tornare a competere per il titolo nazionale. Rimane centrale la questione dell'attacco: un centravanti di categoria potrebbe fare la differenza decisiva tra una squadra competitiva e una davvero vincente.

Galante conclude evidenziando il potenziale di Vlahovic e Yildiz, sottolineando come il recupero del primo rappresenti un elemento cruciale per le ambizioni bianconere. Entrambi gli attaccanti, a suo giudizio, hanno il profilo giusto per fungere da finalizzatori, fornendo al resto della squadra le occasioni necessarie per incidere in maniera decisiva nei momenti topici della stagione.