Matias Soulé è finalmente tornato. Ieri a Trigoria, il talento argentino della Roma ha ripreso a lavorare pienamente con la squadra dopo quattro settimane d'assenza causate da una pubalgia che lo ha costretto ai box nel momento più delicato della stagione. E il suo ritorno è stato tutt'altro che discreto: già nella seduta di allenamento ha mostrato brillantezza, mettendo a segno un gol e fornendo un assist nella partitella finale sotto lo sguardo soddisfatto di Gasperini. Il ragazzo di Mar del Plata non ha accusato tentennamenti, operando con la consueta intensità atletica e quella qualità tecnica che lo contraddistingue.
La sua assenza ha pesato come un macigno sulla campagna giallorossa. Nelle sette partite disputate senza Soulé, la Roma ha raccolto soltanto due vittorie, entrambe contro squadre in fondo alla classifica: Lecce e Cremonese. Un bottino magro per una compagine che nutre ambizioni elevate. Nel periodo precedente al fermo, l'argentino aveva rappresentato l'ancora di salvezza offensiva, contribuendo con sette gol e sette assist e fungendo da principale riferimento tattico quando mancavano soluzioni in avanti. La sua scomparietà dalle dinamiche di gioco ha creato un vuoto evidente, trasformando una Roma quarta e a tre punti dal Napoli in una squadra oggi quinta, distaccata e con la Juventus sullo stesso piano di punti.
Ora il minutaggio per ritrovare la migliore condizione è strettamente contato. Con undici giorni a disposizione prima della sfida contro l'Inter, Soulé avrà il tempo necessario per completare la preparazione e presentarsi alla Scala del Calcio nelle migliori condizioni fisiche. Una partita che rappresenta il vero banco di prova del suo ritorno, sia per valutare personalmente lo stato di forma che per verificare se il recupero dell'argentino riuscirà effettivamente a invertire il cammino deludente della squadra nelle ultime settimane. Il prossimo big match dirà molto sul reale peso specifico del suo contributo nella lotta per i vertici della Serie A.













