Justin Bijlow non nasconde l'entusiasmo per questa prima esperienza in Italia. Il portiere olandese, intervistato da Algemeen Dagblad, ha raccontato come l'arrivo a Genova sia stato il primo passo di un percorso che lo ha portato rapidamente ai vertici della squadra rossoblù. L'estremo difensore ha subito conquistato la fiducia dell'ambiente, tanto che già quattro giorni dopo il suo sbarco al porto di Genova stava già affrontando una partita ufficiale.

Nei pochi mesi in cui veste la maglia del Genoa, Bijlow ha dimostrato di essere il profilo giusto per il ruolo di portiere titolare, diventando una pedina fondamentale del progetto tecnico della società ligure. L'atmosfera della città, la qualità dello stadio e l'accoglienza ricevuta hanno contribuito a fargli sentire velocemente quella sensazione di appartenenza che ogni calciatore ricerca quando si trasferisce all'estero. «Mi sento a casa in Italia», ha sottolineato con convinzione il classe 1998.

La vera sorpresa, tuttavia, è arrivata quando il commissario tecnico della nazionale olandese ha deciso di convocarlo dopo sole nove apparizioni con il Genoa. Una scelta che lo stesso Bijlow ammette di non essersi aspettato con questa rapidità. «Se qualcuno mi avesse detto poche settimane fa che sarebbe successo così presto, avrei ritenuto fosse pazzo», ha confessato il giocatore, sottolineando come la velocità dell'ascesa sia stata persino superiore alle sue previsioni più ottimistiche.

La convocazione rappresenta un importante riconoscimento sia per il lavoro svolto in Serie A che per la fiducia che il tecnico della selezione orange ripone nelle sue capacità. Bijlow rappresenta un caso di rapida valorizzazione in uno dei campionati più competitivi d'Europa, confermando che il talento di qualità, quando trova l'ambiente giusto, riesce a emergere in tempi brevi.