Noa Lang ha concesso un'intervista esclusiva al quotidiano sportivo olandese Voetbal International, aprendo uno squarcio sulla sua esperienza al Napoli e sui retroscena della successiva partenza verso il Galatasaray. Il calciatore, intervistato dal giornalista Martijn Krabbendam, ha toccato anche l'argomento relativo al recente infortunio al pollice, affrontato con una buona dose di autoironia.

Sul fronte sanitario, Lang ha rassicurato tutti circa le sue condizioni: i medici gli hanno comunicato che non ci saranno conseguenze permanenti sulla sua salute generale, e soprattutto potrà continuare a utilizzare normalmente il pollice. «Un dito fondamentale», ha scherzato il giocatore, «sia per continuare a giocare alla PlayStation sia per le normali attività quotidiane, considerato che sono destro».

Riguardo alla sua avventura partenopea, Lang ha riconosciuto la qualità di Antonio Conte come allenatore e l'importanza del club azzurro. Tuttavia, ha sottolineato come i metodi di lavoro napoletani si discostassero significativamente da quelli a cui era abituato: mentre precedentemente prediligeva allenamenti più dinamici con partitelle e conclusioni in porta, a Napoli ha dovuto adattarsi a una preparazione più metodica, incluso un ritiro prolungato. Nonostante il disorientamento iniziale, ha riconosciuto di aver acquisito una migliore condizione atletica, che lo manteneva pronto anche quando sedeva in panchina.

Il nodo cruciale della vicenda, però, riguarda il poco spazio concessogli nel progetto tattico di Conte. L'assenza di veri esterni offensivi nel sistema di gioco ha impedito a Lang di esprimersi appieno, creando frustrazione nonostante l'impegno costante negli allenamenti. La situazione ha spinto il calciatore a valutare altre opportunità, con la prospettiva del Mondiale all'orizzonte come elemento decisivo.

Quando il Galatasaray ha manifestato interesse, Lang non ha esitato. Ha contattato direttamente il commissario tecnico della nazionale olandese Ronald Koeman, il quale ha approvato il trasferimento ritenendolo una scelta saggia per garantirgli continuità di gioco in una squadra competitiva. «Conte rimane l'allenatore che mi ha cercato con convinzione», ha concluso Lang, «ma a volte le strade divergono. Non me ne pento, è stata una lezione preziosa».