Il rigore assegnato al Torino nella sfida contro il Milan continua a far discutere, e questa volta arriva il verdetto definitivo dalla trasmissione Open VAR di DAZN. Nel match terminato con la vittoria rossonera per 3-2, l'episodio che ha coinvolto Strahinja Pavlović e Giovanni Simeone è stato sottoposto a una revisione scrupolosa, che ha riacceso il dibattito sulla decisione dell'arbitro Francesco Fourneau.

La dinamica dell'accaduto emerge chiaramente dalle immagini analizzate durante la trasmissione: il difensore del Milan, nel tentativo di contrastare l'attaccante granata, ha completamente perso di vista il pallone e ha affrontato Simeone con una mano rivolta verso il volto. Un contatto che la normativa calcistica tutela in maniera rigorosa, soprattutto quando interessa zone della testa considerate sensibili dal regolamento internazionale.

Ciò che ha sorpreso gli addetti ai lavori è la tempistica dell'intervento decisionale: il confronto tra il terreno di gioco e la sala VAR, riportato durante la trasmissione, ha messo in evidenza una revisione tutt'altro che rapida e lineare. Dalle comunicazioni registrate emerge che, inizialmente, il giudizio sulla concessione del penalty non fosse scontato, testimoniando quanto complessa fosse la valutazione dell'accaduto e la necessità di approfondire adeguatamente prima di pronunciarsi. Gli esperti della VAR, guidati da Nasca e Maresca, hanno dunque impiegato il tempo necessario per giungere alla decisione finale.

Le parole di Tonolini, esperto analizzato durante la trasmissione, hanno cristallizzato il giudizio: "Arriviamo a questa conclusione con una revisione piuttosto laboriosa, il tempo impiegato è stato considerevole, probabilmente eccessivo. Pavlović smette completamente di seguire il pallone e blocca fisicamente l'avversario appoggiandogli la mano sul volto, un'area particolarmente protetta dalle disposizioni regolamentari".

Nonostante il Milan abbia comunque conseguito la vittoria nel match disputato il 24 marzo 2026, la questione relativa alla gestione dell'episodio rimane al centro dell'attenzione, sollevando interrogativi sulla velocità e la chiarezza con cui determinati falli devono essere valutati. Il dibattito ricorda come anche nelle decisioni apparentemente più lineari possano sorgere dubbi sulla corretta applicazione delle regole.