Martín Montoya ha deciso di appendere gli stivali al chiodo. Sebbene non sia ancora arrivato l'annuncio ufficiale sui social network, il laterale spagnolo di 34 anni ha confermato il suo ritiro dal calcio professionistico in un'intervista esclusiva. La scelta è maturata durante l'estate scorsa, quando l'ex difensore del Barcellona e del Betis ha atteso proposte interessanti sia dal punto di vista sportivo che personale. "Non è ancora ufficiale perché non ho postato su Instagram, ma sì, davvero è finita. Ho aspettato offerte che mi attirassero veramente durante il mercato estivo, ma non è arrivato nulla di interessante. Così ho deciso di chiudere il capitolo", ha rivelato Montoya. Negli ultimi due anni ha giocato in Grecia, dove progressivamente ha compreso che il piacere di scendere in campo era venuto meno e che era arrivato il momento di fermarsi.
Tra i tanti ricordi della sua carriera, Montoya si sofferma soprattutto sulla sua avventura ai blaugrana, dove ha potuto condividere il vestiario con alcuni tra i migliori giocatori mai esistiti. Quando parla di Lionel Messi, l'emozione è tangibile: per lui resta "il miglior calciatore della storia". Il laterale sottolinea come Leo, nonostante il talento straordinario, fosse una persona eccezionale e molto disponibile con i giovani della cantera. "Veniva da quella strada, sapeva cosa significava emergere dalle giovanili. Era sempre disposto ad aiutare i ragazzi che salivano in prima squadra", ricorda. Montoya ha affrontato Messi anche da avversario quando militava nel Betis e nel Valencia, e fornisce un'analisi tattica interessante sul modo di stare in campo dell'argentino: "Era quasi più semplice marcarlo quando taglava verso il centro, perché potevi contare sull'aiuto dei mediani e della difesa. Il vero incubo era quando restava largo sulla fascia".
Altro fuoriclasse che Montoya ha avuto come compagno è Neymar Jr, del quale evidenzia la superiorità tecnica negli uno contro uno. "Era il miglior dribblatore del mondo, semplicemente magico. Non sapevi da che parte ti avrebbe saltato, era veloce, abile, pura poesia del calcio", afferma. Per il laterale spagnolo, il brasiliano si distingueva da giocatori moderni come Vinícius Jr per uno stile più naturale e meno provocatorio, anche se tattica e velocità rimangono molto simili.
Il ricordo più vivido della sua esperienza al Camp Nou riguarda il trio d'attacco leggendario formato da Messi, Suárez e Neymar. "Avevano una connessione straordinaria dentro e fuori dal campo. Erano amici veri, facevano barbecue insieme, passavano il tempo libero assieme. In partita era bellissimo guardarli: giocavano con gioia pura", racconta Montoya con nostalgia. Ha vissuto anche il doloroso addio di Neymar, episodio che ha segnato un'epoca per il club catalano.



