Un episodio che racchiude le contraddizioni del calcio moderno: Tony Riley, 76 anni, ha dovuto abbandonare il sedile che la sua famiglia occupava da quasi ottanta anni, proprio nel settore più ambito dello stadio Old Trafford. Il tutto per convertire i posti in hospitality di lusso, una decisione che tocca complessivamente circa 1.100 tifosi storici della squadra inglese.

Riley non è un semplice supporter: suo padre era Laurie Cassidy, che ha indossato la maglia del Manchester United nella fine degli anni Quaranta sotto la gestione di Sir Matt Busby. Lo stesso Cassidy ha avuto una carriera importante come insegnante e successivamente ha lavorato per il club, contribuendo alla formazione di talenti del calibro di David Beckham, Nobby Stiles e Brian Kidd. La sua eredità sportiva rimane al museo di Old Trafford. Nonostante questa connessione profonda con l'ambiente rosso, neppure questo è bastato a proteggere il posto di famiglia, che porta inciso il nome di Riley.

A partire dalla prossima stagione di Premier League, il settore Sir Bobby Charlton stand sarà trasformato in zone hospitality. Per 315 sterline a testa, i nuovi occupanti potranno godere di alcuni dei migliori posti dello stadio insieme a un menu di tre portate presso il ristorante Lucky Cat dello chef Gordon Ramsay. Per chi volesse l'esperienza più esclusiva, 425 sterline garantiscono sedili imbottiti di lusso, champagne e vini selezionati da sommelier. Un contrasto stridente con il biglietto stagionale più economico, fermatosi a 646 sterline.

Riley, che percorre 180 miglia dalla sua abitazione a Sutton Coldfield quasi ogni volta che il Manchester United gioca in casa, ha espresso il suo disappunto con parole piene di rassegnazione. "Mi sento impotente e senza speranza," ha dichiarato al Guardian, sottolineando come questa decisione rappresenti un'ingiustizia non solo personale ma generalizzata verso i supporter leali. Ha già potuto assistere l'anno precedente all'espulsione di 600 tifosi dal settore confinante, ceduto alla cosiddetta "brigata dei gamberi fritti" – il termine dispregiativo con cui il capitano Roy Keane definiva i tifosi corporativi anni fa. Dalla sua nuova posizione, Riley constata come questi ospiti privilegiati passino più tempo a scattare selfie che a seguire effettivamente il gioco.

La questione tocca un nervo scoperto nel calcio contemporaneo: il contrasto tra la monetizzazione aggressiva voluta dal nuovo proprietario Jim Ratcliffe e la fedeltà dei tifosi che hanno costruito la storia della squadra nel corso dei decenni. Per Riley, che desidererebbe semplicemente guardare il calcio e sostenere la sua squadra con passione, questa trasformazione ricorda sempre più il modello americano, dove i grandi spender corporate dominano gli spazi migliori dello stadio. Adesso non riuscirà nemmeno a sedersi accanto a suo figlio, dato che non sono disponibili due posti adiacenti nella sua nuova collocazione.

Il Manchester United Supporters Trust ha già manifestato la propria opposizione a questo tipo di decisioni imposte senza il consenso della base tifosale, ma per Riley e altri simili a lui, l'appello sembra essere caduto nel vuoto di fronte alle esigenze economiche della proprietà.