Gianpaolo Pozzo torna a parlare del futuro dell'Udinese, smentendo rumors di una possibile cessione del club. Intervistato ai microfoni di radio GR Parlamento, il presidente friulano ha fatto chiarezza sulla situazione societaria e sui progetti in corso. «Non intendiamo vendere l'Udinese», ha affermato categoricamente Pozzo, «quello che vogliamo è internazionalizzare il club per migliorare i nostri risultati sportivi, proprio come ha saputo fare l'Atalanta negli ultimi anni».

Per quanto riguarda le trattative passate, Pozzo ha confermato che erano realmente avanzate: «È vero, si era parlato di una cifra intorno ai 300 milioni di euro e avevamo persino raggiunto un accordo. Ma la nostra intenzione non è quella di cedere il club». Il presidente ha precisato che l'Udinese funziona con risorse limitate, dovute al budget regionale disponibile, il che rende difficile competere ai massimi livelli europei senza l'aiuto di fondi esterni. «Gli obiettivi realistici», ha spiegato, «sono una salvezza tranquilla in Serie A. Se riusciamo a raggiungere i 50 punti in stagione abbiamo già fatto bene, considerando le nostre disponibilità economiche».

Pozzo ha ricordato come nel corso degli anni siano passati dal Friuli tanti calciatori di spessore, da Di Natale a Bierhoff fino a molti altri talenti che hanno poi prosperato in piazze più blasonate. «Il nostro è un hub di sviluppo», ha sottolineato, «ma quando scoppia un giovane viene naturale che le grandi squadre cerchino di portarlo via. Non sempre è colpa degli allenatori se le cose non funzionano, è la realtà strutturale del nostro club».

Riguardo alla possibilità di attrarre investitori, il presidente ha ribadito l'apertura della società: «Se qualche fondo internazionale volesse partecipare al progetto per migliorarci sportivamente, noi siamo qui a qualsiasi condizione. Questo non significa vendita, ma crescita comune». Ha inoltre sottolineato che la proprietà Pozzo non dipende economicamente dall'Udinese: «Per fortuna non abbiamo bisogno di vivere grazie a questo club, che rimane un progetto ambizioso ma gestito come un hobby professionale d'alto livello».

Guardando al futuro, il presidente ha mostrato ottimismo sul potenziale della squadra, purché i nuovi acquisti riescano ad adattarsi tempestivamente all'ambiente friulano. «Abbiamo giocatori validissimi», ha concluso, «che devono maturare in questa realtà competitiva. Qualcuno sa fare questo adattamento, altri hanno bisogno di più tempo». L'esempio dell'Atalanta rimane il benchmark principale per Pozzo: una società che con risorse simili è riuscita a diventare protagonista del calcio italiano e internazionale.