Aprile sarà il mese decisivo per la Juventus nella battaglia per il quarto posto. Con ancora otto partite da disputare e 24 punti in palio, i bianconeri devono necessariamente alzare il ritmo rispetto alla media di 1,8 punti ottenuta finora. Lo slittone di sabato contro il Sassuolo ha allontanato la squadra di Spalletti di tre lunghezze dal Como, trasformando i prossimi impegni in una questione di sopravvivenza calcistica.
Il quadro della situazione è spietato: la Juve si trova attualmente a quota 54 punti e deve assicurarsi un minimo di 18 punti tra fine marzo e maggio per mantenere vive le speranze europee. Le proiezioni degli analisti Opta indicano che il Como potrebbe chiudere intorno ai 71 punti, il che significherebbe che la quota Champions potrebbe stabilirsi attorno ai 72. Un scenario che lascia poco margine d'errore ai bianconeri, già compromessi dagli scontri diretti sfavorevoli con i diretti concorrenti.
Il calendario presenta insidie importanti: il rientro dalla sosta prevede il Genoa, seguito dal trittico infuocato con Atalanta fuori casa, Bologna allo Stadium e ancora una sfida a San Siro contro il Milan. Nel mese conclusivo arriveranno Verona in casa, poi le trasferte a Lecce e Torino con la Fiorentina all'Allianz nel mezzo. Un percorso tutt'altro che morbido, soprattutto confrontato con quello del Como, che affronta solo Inter e Napoli come big match casalinghi, circondate da avversarie sulla carta più abbordabili.
Il vero problema è la discontinuità. Le squadre di Spalletti hanno dominato partite come quelle contro Sassuolo, Lecce e Cagliari senza portarle a casa. Non si tratta di sconfitte sorprendenti, ma di punti persi che pesano come macigni nella lotta al quarto posto. Roma, riagganciata a 54 punti, rappresenta un'ulteriore minaccia, mentre l'Atalanta di Gasperini, pur avendo un calendario complicato, rimane in piena corsa. La Juve non può più permettersi il lusso di passaggi a vuoto: serve una continuità di risultati che di fatto non ha mai mantenuto questa stagione.









