James Maddison, talentuoso trequartista del Tottenham, ha aperto il suo cuore in un'intervista esclusiva concessa alla BBC, descrivendo l'ultimo anno come il più impegnativo e trasformativo della sua intera esistenza. Il calciatore ventinovenne ha dovuto affrontare un lunghissimo stop forzato a causa della rottura del legamento crociato anteriore subita nell'agosto del 2025, un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi tutta la scorsa stagione. Durante questo periodo di sofferenza fisica e psicologica, la sua vita privata ha subito una scossa incredibile: la sua compagna ha dato alla luce la loro seconda coppia di gemelli, portando il numero totale di figli a cinque, tutti di età inferiore ai quattro anni. Maddison ha ammesso che gestire una famiglia così numerosa mentre lottava contro il dolore al ginocchio è stato come trovarsi costantemente «in trincea», ma ha anche sottolineato quanto questo caos domestico sia stato vitale per la sua guarigione mentale.
Il centrocampista inglese ha spiegato che la gravidanza della compagna e la successiva nascita dei bambini hanno rappresentato una «distrazione positiva» fondamentale, permettendogli di non concentrarsi ossessivamente sul proprio infortunio. «Avevo bisogno di dimenticare me stesso e di essere presente per lei, nonostante stessi vivendo l'esperienza traumatica del mio ginocchio», ha dichiarato Maddison, descrivendo una quotidianità fatta di pannolini che volano e piccoli incidenti domestici. Questo distacco forzato dal calcio ha avuto però risvolti curiosi e a tratti malinconici nel rapporto con il figlio maggiore, Leo. Il bambino, che ha visto il padre passare un intero anno lontano dal campo tra i tre e i quattro anni d'età, era arrivato a pensare che il genitore avesse definitivamente lasciato il Tottenham. Maddison ha espresso il desiderio profondo di tornare a giocare affinché il figlio possa ricordarlo nuovamente come un calciatore in azione e non solo come un papà seduto sul divano con un macchinario per la riabilitazione attaccato alla gamba.
Parallelamente alle vicende personali, Maddison ha analizzato il momento critico vissuto dal Tottenham sul rettangolo verde. La scorsa stagione è stata una delle più buie nella storia recente del club londinese, con gli Spurs che sono riusciti a garantire la permanenza in Premier League solo all'ultima giornata, chiudendo con appena due punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Il trequartista ha confessato quanto sia stato frustrante osservare le difficoltà della squadra dalle tribune, notando una cronica mancanza di creatività nella manovra offensiva. «Guardavo le partite e mi chiedevo continuamente cosa avrei potuto fare io in quelle situazioni per aiutare i miei compagni», ha rivelato, sottolineando il peso psicologico di non poter incidere sul destino di un club che rischiava il baratro della retrocessione in Championship.
A risollevare il morale di un ambiente depresso è stato l'arrivo di Roberto De Zerbi sulla panchina degli Spurs lo scorso marzo. Maddison ha avuto parole di grande stima per il tecnico italiano, descrivendolo come un uomo tatticamente geniale e letteralmente ossessionato dal calcio. Tuttavia, l'aspetto che più ha colpito il giocatore è stata la capacità di De Zerbi di semplificare le cose in un momento di massima tensione. Invece di sommergere i giocatori di schemi complessi, l'ex allenatore del Brighton ha puntato tutto sul recupero del piacere di giocare. Uno dei suoi primi atti ufficiali è stato organizzare una cena di squadra in cui era permesso il consumo di alcolici, con l'obiettivo dichiarato di cementare il gruppo e ritrovare il sorriso. Maddison ha ricordato con un sorriso come De Zerbi gli avesse persino detto che avrebbe potuto presentarsi in panchina «in pantofole» se lo avesse desiderato, pur di averlo vicino alla squadra, a testimonianza di un approccio umano che ha rigenerato lo spogliatoio in vista della nuova stagione.



