Il Chelsea attraversa un momento delicato dopo il pesante rovescio esterno di Goodison Park, dove l'Everton lo ha travolto con un netto 3-0. Si tratta della quarta battuta d'arresto consecutiva per i Blues, un dato che non si registrava dal 2023, accompagnato dalla scivolata in sesta posizione in classifica. La situazione è particolarmente preoccupante considerando le ambizioni europee del club: il quinto posto garantirebbe infatti la partecipazione alla prossima Champions League, e attualmente il distacco da Liverpool è di soli un punto, anche se gli spazi si sono ristretti rispetto a Manchester United e Aston Villa, ormai a sei lunghezze di distanza.
Nonostante l'atmosfera di tensione, in casa Chelsea non emergono indicazioni di un imminente cambio in panchina. Liam Rosenior, arrivato da Strasburgo a gennaio in sostituzione di Enzo Maresca, continua a mantenere il pieno supporto della dirigenza. Il tecnico è legato al club da un contratto fino al 2032 e partecipa regolarmente alle riunioni di mercato insieme ai direttori sportivi Paul Winstanley e Laurence Stewart. Questa stabilità istituzionale suggerirebbe che la società crede ancora nel progetto, almeno per il momento.
Lo stesso Rosenior ha tentato di relativizzare i risultati negativi nel post-partita: "Con questo gruppo abbiamo giocato 10 partite di campionato totalizzando 17 punti, il che ci colloca al quarto posto in questa fase della stagione. Dobbiamo ignorare il rumore mediatico". In effetti, le prime quattro giornate sotto la sua guida erano state promettenti, con quattro vittorie consecutive che avevano permesso al Chelsea di risalire dall'ottava posizione verso le zone nobili della classifica. Tuttavia, il crollo successivo – una sola vittoria negli ultimi sei turni – ha riportato la squadra al punto di partenza.
Alle difficoltà di risultato si aggiungono fattori oggettivi che complicano la gestione della rosa. Gli infortuni rappresentano un problema costante, così come alcune scelte disciplinari fuori dal campo. Ma la questione più spinosa riguarda il carico di lavoro sostenuto dal Chelsea: nel corso della stagione in corso i Blues hanno disputato 113 incontri complessivi, più di qualsiasi altra squadra della Premier League, dopo aver vinto la Conference League e la Coppa del Mondo per Club. A questo si aggiunge il fatto che il club ha avuto soli 35 giorni di pausa tra la fine della precedente stagione e l'inizio di questa, il gap più breve possibile.
Per affrontare questa emergenza, Rosenior ha dovuto ricorrere a ben 99 cambi di formazione titolare nel solo campionato inglese, il dato più alto della lega. Le statistiche sulla corsa dimostrano inoltre che il Chelsea è stato superato in questa metrica da ogni avversario affrontato, un sintomo diretto dell'affaticamento accumulato. Nel calendario prossimo venturo, dopo la pausa internazionale, i Blues affronteranno Port Vale in Coppa d'Inghilterra il 4 aprile, seguito da sfide cruciali contro Manchester City e Manchester United a Stamford Bridge.

















