La vittoria convincente ottenuta tra le mura amiche contro il Pisa rappresenta un segnale chiaro: il Como non sta scherzando nella lotta per il quarto posto e l'accesso alle coppe europee. Per la società lombarda, un eventuale approdo alla Champions League rappresenterebbe una pietra miliare storica, considerato che manca dalle competizioni continentali dal lontano 1980-81, quando partecipò alla Mitropa Cup. Ora, consapevole che il sogno potrebbe diventare realtà, il club sta già correndo ai ripari per farsi trovare pronto.
Secondo quanto risulta a CalcioNotizia.it, la dirigenza comasca è già al lavoro per adeguare lo stadio Giuseppe Sinigaglia alle stringenti normative dell'UEFA, indispensabili per ospitare le sfide casalinghe delle competizioni europee. L'obiettivo è completare gli interventi di ammodernamento entro il mese di settembre 2026, proprio quando prenderà il via la nuova formula della Champions League. La tempistica è stretta ma fattibile: le prime gare sono programmate per l'8-10 settembre, e qualora il Como esordisse fuori casa, la prima partita al Sinigaglia slitterebbe al 13 o 14 ottobre.
Ma il Como non vuole lascciare nulla al caso. Nel caso in cui i lavori dovessero protrarsi oltre i tempi previsti, il club ha già bussato alla porta del Sassuolo per assicurarsi la disponibilità del Mapei Stadium di Reggio Emilia, impianto già utilizzato dai neroverdi e dalla Reggiana. Questo scenario non è una mera ipotesi: il Mapei diventerebbe la sede naturale per il Como anche qualora dovesse affrontare i playoff di Conference League ad agosto 2026, competizione che comporterebbe una qualificazione a tappe. Lo stesso stadio emiliano sarebbe utilizzato anche in caso di accesso a Champions o Europa League, nel caso improbabile che l'adeguamento del Sinigaglia non fosse ultimato. Un precedente non lontano: l'Atalanta ha già percorso questa strada, giocando le sue gare di Europa League in Emilia prima di trasferirsi a San Siro per la Champions, per poi tornare a casa una volta ristrutturato lo stadio bergamasco.
Oltre alle questioni infrastrutturali, il Como dovrà naturalmente confrontarsi con il rigido sistema delle UEFA Club Licensing and Financial Sustainability Regulations, il pacchetto normativo che dal 2022 ha sostituito il precedente Fair Play Finanziario. Un vincolo tutt'altro che scontato per una società che ha investito pesantemente negli ultimi anni. La questione finanziaria rappresenta dunque il vero scoglio che la società bergamasca dovrà affrontare per consolidare questa ascesa tanto inaspettata quanto affascinante verso i palcoscenici continentali.





























