L'Inter naviga in acque agitate nonostante il primato in classifica. Giuseppe Marotta, presidente nerazzurro, ha voluto fare il punto della situazione nel corso dell'odierna assemblea della Lega Serie A, parlando senza giri di parole dei tormenti attuali della squadra campione d'Italia e della corsa verso il tricolore che entrerà nel vivo nelle prossime settimane.
Secondo Marotta, il vantaggio acquisito sinora rappresenta comunque un risultato straordinario. «Siamo meritatamente in testa con sei punti di distacco, un traguardo che francamente nemmeno avrei scommesso di poter raggiungere a questo punto della stagione» ha dichiarato il dirigente. L'Inter ha raggiunto due dei tre obiettivi stagionali: la semifinale di Coppa Italia è già assicurata, il campionato la vede dominare, mentre in Champions League l'eliminazione rientra tra gli insuccessi ma, ha precisato Marotta, «è stata una sconfitta giusta». Mancano otto turni alla fine della regular season, con i nerazzurri in possesso di due gare da recuperare.
Tuttavia, il numero uno interista non nasconde il momento complicato attraversato dalla formazione in questi giorni. «Stiamo attraversando una fase di rallentamento legata principalmente ai tanti infortuni e alla stanchezza accumulata» ha spiegato Marotta, precisando però che simili difficoltà si registrano anche tra i diretti competitor. Piuttosto che cercare scusanti, il dirigente ha preferito enfatizzare la necessità di compattamento interno: «Non è uno psicodramma, ma una situazione che nel calcio si ripresenta frequentemente. Faremo quello che abbiamo sempre fatto: confrontarci e trovare la giusta strada».
Marotta ha poi toccato un tema cruciale e ormai ricorrente: il vantaggio psicologico di inseguire rispetto al guidare. «È più semplice fare il cacciatore che la preda. Quando sei primo, gli avversari moltiplicano i loro sforzi e devi dimostrare una forza supplementare» ha argomentato il presidente. Un'ammissione di consapevolezza circa le insidie del ruolo di favorita, pur mantenendo fiducia nella qualità dei propri calciatori e nella loro professionalità.
Il discorso si è poi spostato sul spinoso tema degli arbitraggi. Marotta ha affrontato la questione con una prospettiva filosofica: i giocatori forti, secondo il dirigente, devono saper prevalere sugli errori altrui piuttosto che lamentarsi. Una dichiarazione che pare implicitamente criticare il sistema arbitrale attuale, anche se espressa in termini di responsabilità dei campioni nel saper fare la differenza nonostante le avversità esterne. Il presidente ha anche auspicato una maggior uniformità nell'applicazione del Var nelle varie situazioni.















