Beppe Marotta non vuole sentir parlare di panico in casa Inter. Il presidente dei nerazzurri, intervenuto durante l'assemblea della Lega Serie A, ha affrontato di petto la situazione delicata che sta attraversando la squadra dopo il pareggio con la Fiorentina, che ha interrotto una serie negativa di quattro gare senza vittorie tra campionato e Coppa Italia.

Per quanto il distacco dal Milan sia sceso a soli sei punti e il Napoli sia a sette, Marotta preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno. Due dei tre obiettivi stagionali sono già in tasca: il primo posto in classifica e la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia. In Champions League, ammette, ci si poteva fare meglio, ma gli avversari a quel livello meritano rispetto e spesso vengono sottovalutati dall'opinione pubblica. "È un momento particolare della stagione dove meritatamente siamo avanti di sei punti, un risultato che nessuno avrebbe potuto prevedere qualche mese fa", ha dichiarato il numero uno dell'Inter.

Il presidente non usa alibi facili per spiegare il calo di prestazioni, pur riconoscendo che infortuni e affaticamento stanno giocando un ruolo significativo, come accade a tutte le squadre nel finale di stagione. Ma qui arriva il messaggio più importante: la squadra deve essere superiore agli errori arbitrali, soprattutto dopo le proteste per il presunto fallo di mano di Pongracic contro l'Atalanta e altre decisioni discutibili. "Non vogliamo fare le vittime", ha sottolineato Marotta, "desideriamo soltanto uniformità nelle valutazioni. Gli errori fanno parte del calcio: dobbiamo essere più forti di loro".

A otto giornate dal termine, la psicologia diventa fondamentale. Il passare da cacciatori a cacciati cambia la percezione dello scontro, e il rischio di un "psicodrama" - come ripete la stampa italiana - è concreto per una squadra abituata al dominio. Per questo Marotta punta sulla mentalità: "L'aspetto mentale oggi è ancora più cruciale per un atleta rispetto al passato. Allenatore e giocatori moderni devono saper gestire la pressione".

L'Inter ha la rosa più forte d'Italia da diversi anni, eppure in questo periodo ha vinto lo Scudetto solo due volte. La volata finale dirà se la squadra saprà ritrovare il cammino smarrito e portare a casa il titolo, oppure se il peso della pressione avrà avuto la meglio.