La vicenda dello stadio milanista a San Donato giunge al capitolo dei conti finali. Dopo l'abbandono del progetto e la scelta di concentrarsi sul rinnovamento di San Siro, il Milan ha provveduto al rimborso delle risorse impiegate dal Comune per analizzare la fattibilità dell'operazione. SportLifeCity, la società controllata al 90% dai rossoneri, verserà 74.360 euro all'amministrazione locale per coprire le spese sostenute durante la valutazione della proposta.

La cifra comprende l'insieme delle consulenze specialistiche, degli studi tecnici e delle procedure burocratiche necessarie per esaminare nel dettaglio il progetto, che avrebbe previsto la realizzazione di un impianto con una capacità di 70mila spettatori nell'area San Francesco. Il Comune ha quantificato e trasmesso il prospetto delle spese, come comunicato dal sindaco Francesco Squeri durante l'ultimo consiglio comunale, rispondendo a una interrogazione presentata dai consiglieri democratici.

Secondo l'intesa sottoscritta tra le parti, il rimborso rientrava in una clausola contrattuale che garantiva al municipio il recupero dei costi fino a un massimo di 220mila euro qualora il progetto fosse stato abbandonato. Non si tratta di un'imposizione normativa, ma di una previsione concordata fin dalle fasi iniziali delle trattative, che aveva rappresentato a lungo una delle principali rivendicazioni di chi si opponeva alla costruzione dello stadio nel territorio comunale.

L'idea di trasferire lo stadio milanista a San Donato aveva preso corpo nel corso del 2024, quando ebbero inizio i contatti tra i vertici del club e l'amministrazione della cosiddetta città dell'Eni. Nel gennaio 2025, tuttavia, il progetto ha subìto una brusca accelerazione e poi un altrettanto repentino cambio di rotta: il Milan e l'Inter hanno infatti deciso di acquisire San Siro e di avviare il piano di rigenerazione dell'impianto storico, rendendo superfluo il progetto donato-milanese. A gennaio il Comune ha formalmente chiuso l'Accordo di programma, documento che coinvolgeva la Regione Lombardia, la Città Metropolitana di Milano e i gestori delle infrastrutture ferroviarie.

La decisione del Milan ha soddisfatto i movimenti contrari al progetto. Rosangela Mattei, nipote del fondatore dell'Eni Enrico Mattei, ha espresso il suo sollievo: «Sono veramente felice che il Milan abbia scelto di proseguire con San Siro». Un'affermazione che sintetizza il sentimento diffuso tra chi temeva gli impatti ambientali e urbanistici della costruzione nel territorio sudmilanese.