L'Udinese Calcio si conferma tra i principali punti di riferimento del calcio europeo quando si parla di sostenibilità ambientale. Il club bianconero ha rinnovato il suo impegno nel 2026 continuando a utilizzare il UEFA Carbon Footprint Calculator, uno strumento tecnologicamente avanzato che consente di tracciare con precisione l'impronta carbonica generata da ogni aspetto gestionale della società, dalle partite agli eventi fino alle operazioni amministrative quotidiane. Questo approccio trasforma i dati ambientali in azioni concrete di miglioramento e programmazione strategica.

Il sistema di monitoraggio adottato dal club friulano misura le emissioni di carbonio su tre livelli distinti: le emissioni dirette prodotte dalle attività dell'organizzazione, quelle indirette derivanti dal consumo di energia acquistata, e infine quelle generate dalla filiera fornitori e dalla mobilità. La metodologia sottesa al calcolatore è stata validata dalla SGS, l'ente svizzero leader mondiale nel settore delle certificazioni e delle analisi. Lo sviluppo di questo percorso è avvenuto in collaborazione diretta con la UEFA, rappresentata dal direttore Michele Uva, e con la Lega Serie A, entrambe riconoscono da anni l'approccio innovativo dell'Udinese nel campo della sostenibilità calcistica.

I dati attuali mostrano che circa il 78% dell'impatto ambientale complessivo del club proviene da attività indirette legate alla supply chain, ai servizi e ai trasporti. Le emissioni dirette generate dalle operazioni ordinarie rappresentano il 12% del totale, mentre il consumo energetico acquistato dall'esterno incide per il 9% rimanente. Questa ripartizione risulta coerente con i profili delle principali organizzazioni sportive europee ed è stata ottenuta grazie al sistema di monitoraggio del club, permettendo così una focalizzazione più efficace delle strategie ambientali sui settori prioritari.

Il riconoscimento internazionale del lavoro svolto dall'Udinese è stato significativo: lo scorso novembre, la società ha ricevuto il Premio "De Sanctis" per la sostenibilità presso Palazzo Chigi, grazie ai progetti innovativi realizzati al Bluenergy Stadium. Inoltre, il club è stato incluso nei principali forum internazionali dedicati alla sostenibilità nel calcio e ha partecipato alla COP 29 di Baku come protagonista. Un supporto scientifico fondamentale è arrivato anche dall'Università degli Studi di Udine, che ha collaborato attivamente nella raccolta e nell'elaborazione dei dati attraverso un programma di stage legato al master in Industrial Engineering for Sustainable Manufacturing.

Secondo quanto riferito dal club stesso, il Carbon Footprint Calculator si rivela semplice e intuitivo nell'utilizzo, tuttavia la vera sfida risiede nella fase iniziale: raccogliere e integrare i dati provenienti da diverse funzioni interne all'organizzazione, spesso disponibili in formati e con tempistiche difformi. Nonostante questa complessità organizzativa, l'Udinese ha dimostrato di possedere le competenze necessarie per mantenere un monitoraggio costante e affidabile dell'impronta ecologica, confermandosi così come uno dei modelli di riferimento per il calcio europeo contemporaneo.