La finale di Carabao Cup di domenica a Wembley si conclude con una sconfitta amara per l'Arsenal, battuto 2-0 dal Manchester City. Ma oltre al risultato negativo, a far discutere è la scelta di formazione del tecnico Mikel Arteta, che ha deciso di affidare i pali a Kepa Arrizabalaga anziché al portiere titolare della stagione. Una decisione che riporta alla memoria un episodio simile accaduto sette anni prima, quando Unai Emery commise un errore analogo con conseguenze pesanti.

Kepa ha avuto una prestazione deludente. Lo spagnolo si è reso protagonista di un fallo su Jeremy Doku che gli è costato un cartellino giallo, con alcuni addetti ai lavori che ritenevano meritasse l'espulsione diretta. Ma il vero danno è arrivato dal suo errore sul gol: il difensore centrale Nico O'Reilly ha segnato due volte, approfittando anche di un'uscita imprecisa del portiere. È stata una giornata da dimenticare per il numero uno basco, che aveva comunque aiutato l'Arsenal a raggiungere Wembley durante la competizione.

La storia si ripete. Nel maggio 2019, Unai Emery affrontò la finale di Europa League in Baku con una scelta clamorosa: schierare Petr Cech invece di Bernd Leno. Il ceco era stato il portiere di riferimento nelle coppe europee per tutta la stagione, mentre Leno aveva conquistato il posto da titolare in campionato dopo un infortunio di Cech. Sebbene alla fine l'Arsenal perda quella partita contro il Chelsea ai rigori, il dubbio tattico rimase: era davvero opportuno non affidarsi al proprio primo portiere in una finale così importante?

I precedenti esperti lo avevano messo in guardia. David Seaman, storico portiere dell'Arsenal, aveva dichiarato a Sky Sports prima della finale di Europa League del 2019: "L'Arsenal ha più bisogno di questa coppa rispetto al Chelsea. Io schiererei sempre la squadra migliore, il che significa Leno, anche se immagino che Cech giocherà per la sua ultima partita". Anche Danny Mills, altro esperto del settore, aveva sottolineato i rischi di una simile scelta, temendo che potesse creare pressioni inutili sul giocatore.

Ora Arteta si trova nella stessa situazione di cui fu testimone ai tempi di Emery. La differenza è che allora il cambio non era stato fatto; questa volta invece il tecnico spagnolo ha deciso di affidarsi a Kepa nonostante le alternative a disposizione. La sconfitta di Wembley rimette in discussione questa filosofia gestionale: quando si gioca una finale, ha senso rischiare con scelte di continuità rispetto alle competizioni regolari, oppure è meglio affidarsi alla sicurezza del portiere numero uno? La risposta arriva dal campo, ancora una volta poco consolante per chi predilige la rotazione nei momenti cruciali.