La Roma ha superato il Lecce grazie a una direzione arbitrale all'insegna dell'equilibrio e della precisione. Edmondo Pinna ha analizzato i principali episodi della partita, assegnando a Sacchi un voto di 6,5. L'arbitro romano ha dimostrato consapevolezza tattica durante i novanta minuti, lasciando fluire il gioco quando la contesa rispettava i canoni corretti e intervenendo tempestivamente quando necessario.

L'episodio maggiormente dibattuto ha riguardato la caduta di Banda in area di rigore al 23'. Il calciatore giallorosso è stato toccato da dietro da Pisilli, ma il contatto si è rivelato troppo lieve per configurare un fallo da penalty. I due giocatori erano in velocità e non c'è stata una spinta decisa tale da determinare la perdita di equilibrio. La scelta di non fischiare il rigore è stata corretta secondo l'analisi tecnica.

Nel primo tempo, inoltre, è stata annullata una rete a Pisilli per posizione di fuorigioco. Nel momento del passaggio di Malen verso Pellegrini, quest'ultimo si trovava oltre il piede destro di Tiago Gabriel, che peraltro era particolarmente divaricato. La segnalazione del VAR Ghersini è stata puntuale e conforme al regolamento. Un episodio simile si è verificato in occasione dell'azione che avrebbe potuto portare al colpo di testa di N'Dicka: in questo caso i fuorigioco erano addirittura due, coinvolgendo sia Arena (oltre Danilo Veiga nel momento del colpo di testa di Hermoso) che lo stesso N'Dicka, entrambi oltre la linea del pallone.

Sotto il profilo disciplinare, Sacchi ha estratto quattro cartellini gialli nel corso della partita, distribuiti tra Angeli (in ritardo su Danilo Veiga), Pierotti (intervento falloso da dietro su Hermoso), Pisilli (fuori tempo su Sala) e Danilo Veiga (trattenuta sul braccio di Robino Vaz). Una gestione ordinata senza eccessi né tolleranze eccessive. Il VAR ha mantenuto un profilo basso, non avendo occasioni significative per intervenire oltre i casi già esaminati.