La politica del calcio mondiale sta attraversando una fase di profonda spaccatura, con il presidente della FIFA Gianni Infantino al centro di una vera e propria guerra civile tra le varie confederazioni internazionali. In questo scenario turbolento, la Confederazione Calcistica dell'Oceania (OFC) ha rotto il silenzio dichiarando ufficialmente il proprio sostegno al dirigente svizzero, fornendo un assist fondamentale in vista delle prossime elezioni presidenziali. Dopo una riunione del comitato esecutivo tenutasi nelle isole Fiji mercoledì scorso, l'OFC ha rilasciato una nota ufficiale in cui elogia i traguardi raggiunti nell'ultimo decennio sotto la guida attuale. Questa presa di posizione giunge in un momento critico, mentre colossi come la UEFA, la CONCACAF e la Confederazione Asiatica (AFC) hanno apertamente chiesto le dimissioni di Infantino a seguito delle polemiche nate attorno al progetto di vendita dei diritti commerciali dei Mondiali.
Nonostante la linea ufficiale della confederazione, il fronte oceanico non è apparso compatto come in passato, rivelando crepe inaspettate. La Nuova Zelanda, la nazione più influente dell'area e l'unica ad essersi qualificata per la fase finale della prossima Coppa del Mondo, ha deciso clamorosamente di dissociarsi dalla posizione comune. La federazione neozelandese ha ritirato il proprio appoggio a Infantino, allineandosi alle richieste dei gruppi ribelli che esigono una revisione indipendente del piano denominato Fifa Forward Enterprise. Si tratta di una mossa dal forte peso politico, considerando che la Nuova Zelanda ha beneficiato ampiamente della gestione Infantino, avendo ospitato insieme all'Australia l'edizione 2023 del Mondiale femminile. I vertici del calcio neozelandese hanno espresso forti perplessità sulla trasparenza dei processi decisionali interni alla FIFA, segnando una frattura storica con i propri vicini geografici.
Dal punto di vista numerico, l'OFC rappresenta la confederazione più piccola con soli 11 voti sui 211 totali, ma in un'elezione presidenziale che si preannuncia combattuta, ogni singola preferenza potrebbe risultare determinante per la riconferma del presidente. Mentre il blocco formato da UEFA, CONCACAF e AFC controlla ben 143 voti, la situazione rimane fluida poiché nazioni potenti come il Messico e il Qatar hanno già manifestato l'intenzione di continuare a sostenere Infantino, sfidando le direttive dei propri organi continentali. Il presidente uscente può inoltre contare sul solido appoggio della Confederazione Africana (CAF) e di quella Sudamericana (CONMEBOL), creando una mappa geopolitica del calcio divisa quasi a metà tra i grandi mercati storici e le nazioni emergenti o di dimensioni ridotte che vedono in Infantino un garante dei propri interessi economici.
Il cuore della disputa risiede nel progetto Fifa Forward Enterprise, un piano di espansione commerciale che ha sollevato dubbi sulla gestione dei fondi e sulla centralizzazione del potere nelle mani del vertice FIFA. Nel comunicato ufficiale, l'OFC ha dichiarato di accogliere con favore la decisione della FIFA di ritirare la proposta iniziale e l'impegno a riesaminare le criticità emerse attorno al progetto. La nota prosegue affermando che l'OFC riconosce i progressi compiuti negli ultimi dieci anni per lo sviluppo del calcio in Oceania sotto la guida della FIFA e incoraggia l'organizzazione a utilizzare questa fase di revisione come un'opportunità per implementare i cambiamenti necessari. Questo sostegno da parte di piccole realtà come le Isole Cook o le Samoa Americane evidenzia come la strategia di Infantino, focalizzata sulla distribuzione capillare delle risorse, continui a pagare dividendi politici nonostante l'opposizione delle superpotenze europee.



