Donald Trump ha espresso il suo fermo sostegno a Gianni Infantino, avvertendo che la sua rimozione dalla presidenza della FIFA rappresenterebbe un errore madornale per il futuro dello sport. Attraverso un messaggio diffuso sul suo social network, Truth Social, il Presidente degli Stati Uniti ha lodato l'operato del dirigente svizzero, definendolo un leader fantastico e sottolineando come, sotto la sua guida, l'ultima Coppa del Mondo sia stata la più redditizia di sempre, superando di quattro volte i risultati precedenti. Secondo Trump, se Infantino dovesse lasciare il suo incarico, l'organismo di governo del calcio mondiale perderebbe la sua capacità di generare profitti e non raggiungerebbe mai più i livelli di successo commerciale attuali, mettendo in guardia i vertici della federazione da qualsiasi tentativo di ribaltone.
La presa di posizione di Trump giunge in un momento di estrema fragilità politica per Infantino, finito nel mirino delle principali confederazioni continentali a causa del controverso progetto denominato FIFA Forward Enterprise. Questo piano prevedeva la creazione di una nuova entità commerciale per gestire i diritti dei tornei internazionali, con l'intenzione di cedere circa il 20% delle quote a investitori privati. La proposta ha scatenato un vero e proprio terremoto istituzionale, portando la UEFA, la Confederazione Asiatica (AFC) e la Concacaf a fare fronte comune contro il presidente. Nonostante le scuse ufficiali presentate da Infantino e il parziale dietrofront sul progetto, il clima resta teso, con le federazioni che chiedono ora un'indagine indipendente sulla gestione della vicenda e sulla trasparenza delle manovre finanziarie proposte.
In una lettera aperta dai toni durissimi, i vertici del calcio europeo, asiatico e nordamericano hanno ribadito che la leadership nel mondo dello sport non deve essere considerata un possesso personale, bensì un dovere di servizio verso la famiglia del calcio globale. Il documento accusa implicitamente Infantino di aver agito con inganno, ponendo i propri interessi o quelli di singoli investitori al di sopra della collettività. La UEFA, in particolare, ha più volte ventilato l'ipotesi di un boicottaggio delle competizioni internazionali se non verranno fornite garanzie sulla trasparenza futura. L'obiettivo delle confederazioni sembra essere quello di spingere Infantino verso dimissioni dignitose, cercando di isolarlo politicamente in vista delle elezioni previste per il prossimo marzo, dove si spera in un cambio della guardia ai vertici di Zurigo.
Il legame tra Trump e Infantino non è nuovo a polemiche, come dimostrato dal recente scandalo legato all'attaccante statunitense Folarin Balogun durante l'ultima estate. Il Presidente USA avrebbe infatti contattato direttamente il numero uno della FIFA per richiedere una revisione del cartellino rosso inflitto al giocatore, portando a una controversa sospensione della squalifica che gli ha permesso di scendere in campo negli ottavi di finale contro il Belgio. Questo episodio ha alimentato i sospetti di un'eccessiva vicinanza tra il potere politico americano e i vertici del calcio mondiale, proprio mentre gli Stati Uniti si preparano a ospitare i prossimi grandi eventi internazionali. La difesa pubblica di Trump oggi appare dunque come un tentativo di proteggere un alleato strategico, mentre il mondo del calcio si interroga su quanto l'etica sportiva possa resistere alle pressioni dei grandi capitali privati.



