Il Manchester City affronta con disinvoltura il procedimento disciplinare della Premier League relativo alle 130 presunte violazioni delle normative sul Fair Play Finanziario. Secondo quanto emerge dai bilanci della holding che controlla il club, la società è convinta che il processo non comporterà sanzioni economiche significative e nemmeno di rilievo.

La questione, che ha già accumulato tre anni senza una sentenza definitiva, rappresenta una spina nel fianco per la Premier League inglese. Il rinvio a giudizio risale al 6 febbraio 2023, quando è stata aperta un'istruttoria davanti a una Commissione indipendente incaricata di valutare le accuse mosse contro il club di Manchester.

Nei documenti contabili relativi all'esercizio concluso al 30 giugno 2025, il City Football Group illustra la propria posizione legale spiegando che eventuali passività vengono registrate solamente nel momento in cui esiste una probabilità concreta che si verifichi un trasferimento di risorse finanziarie quantificabile con precisione. Nel caso delle violazioni FFP, gli amministratori non ravvedono queste condizioni.

Il Manchester City, nella sua difesa pubblica, ha ribadito la fiducia nel processo e nella capacità della Commissione di esaminare in modo equo il corposo dossier probatorio a supporto della propria posizione. Al momento della redazione dei bilanci, l'organo giudicante continuava ad analizzare il fascicolo senza aver ancora emesso verdetto.

Conseguentemente, la società non ha accantonato risorse per eventuali penalità o compensi che potrebbero derivare da questa controversia. Una scelta che testimonia la sicurezza con cui il club inglese affronta quello che rimane uno dei procedimenti disciplinari più delicati della storia recente calcistica britannica.