L'Inter incassa il secondo pareggio consecutivo e vede assottigliarsi il proprio margine di vantaggio in classifica. A Firenze, contro una Fiorentina carica dopo i successi contro Cremonese e Rakow, i nerazzurri non riescono a capitalizzare un avvio perfetto. Dopo appena 40 secondi, un'imprecisione difensiva di Gosens consente a Barella di crossare dalla destra, e Francesco Pio Esposito si trova libero al centro dell'area per infilare il vantaggio con un colpo di testa da distanza ravvicinata.

L'Inter spreca diverse occasioni per allargare il margine nel primo tempo, con Esposito che sfiora il raddoppio e l'arbitro che respinge una richiesta di rigore per una presunta manata di Pongracic. Nel frattempo, la Fiorentina costruisce più volte con Kean e Gudmundsson, trovando risposte importanti dal portiere Sommer, che neutralizza i tentavi più pericolosi dei gigliati. L'equilibrio si spezza nella ripresa quando Cher Ndour trova il pareggio, punendo una difesa nerazzurra che non riesce a mantenere la concentrazione.

Il contesto in cui matura questo risultato delude ulteriormente l'ambiente interista. Dopo la sconfitta nel Derby della Madonnina e il precedente pareggio con l'Atalanta, i campioni d'Italia vedono Napoli e Milan vincere le rispettive sfide e ridurre progressivamente il distacco. Mancavano diversi titolari per l'Inter – Bastoni, Lautaro Martinez e Mkhitaryan erano fermi ai box – mentre la Fiorentina scendeva in campo senza Solomon, Lezzerini e Lamptey, oltre a Mandragora ancora non al meglio della condizione.

La squadra di Raffaele Palladino, reduce dalla vittoria europea in Conference League che le vale la qualificazione ai quarti di finale contro il Crystal Palace, dimostra di saper competere anche in campionato contro le big. Nonostante l'inferiorità numerica di occasioni create, gli uomini della Viola trovano il gol della parità e riescono a limitare i danni di un primo tempo difficile. Per l'Inter il verdetto è amaro: sei punti di vantaggio sono ancora un margine considerevole, ma le prestazioni sotto tono e i risultati deludenti alimentano dubbi sulla capacità di gestire la pressione nella volata finale della stagione.